RECENSIONE: LPL – LPL EP

lplL’EP d’esordio della band torinese LPL delinea i contorni di una proposta curiosa e variegata, nonostante sia ancora incompleta e acerba dal punto di vista stilistico. I nostri mescolano con coraggio uno spirito synthpop ad una vena brit rabbiosa, tendente a tratti ad un punk rock atipico, sincopato ma allo stesso tempo fluido.

Il risultato è molto interessante (Eat The Rat), anche se non sempre sensato e convincente ( While I’m going down ad esempio fa molta fatica a trovare un numero sufficiente di punti in comune con ciò che la precede). In questo senso manca ancora una comunione d’intenti fra i vari brani che possa far pensare ad una band pronta per un full armonioso e uniforme. Quello della coerenza stilistica è sicuramente un aspetto su cui gli LPL devono ancora lavorare.

L’EP vanta sicuramente una produzione attenta a non strafare che riesce ad enfatizzare i punti chiave del sound della band piemontese. L’insieme di queste componenti porta ad un prodotto sostanzialmente interessante, con i giusti spunti per coinvolgere non solo i nostalgici dei primi Franz Ferdinand e The Killers, ma un pubblico più ampio e meticcio. Quello che manca agli LPL è una certa padronanza della propria musica, caratteristica essenziale per misurarsi su distanze più impegnative. Al momento i presupposti per un salto di qualità ci sono tutti.

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Voto: 6 Stars (6 / 10)

Tracklist:

1. Eat The Rat
2. No
3. Saturday Night
4. KitKat
5. While I’m Going Down
6. Back From The Seasid

Parsti

Dopo diverse collaborazioni ed esperienze su altri blog e web radio è finalmente diventato un Interstellare, nonché uno dei punti forti del blog. Perseguitato da una psicosi costante per le anguille ( in quanto connubio errato di serpenti e pesci) e da una misantropia senza se e senza ma, ci delizia intervistando le band più improbabili (una sorta di Andrea Diprè della musica) e consigliando gli album ed i film più depressivi che l’umana stirpe abbia mai generato...

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