[INTERVISTA] Francesco Garito: la semplicità di un disco d’autore

Dalla Radici Music ecco un altro disco che coniuga qualità e spessore tutto per mano di una totale libertà espressiva.

Il cantautore di adozione toscana Francesco Garito pubblica “L’Attesa”, un lavoro di appena 8 tracce ma intenso, riccamente personale e personificato, una forma canzone che attinge alla distesa concettuale dei cantautori di regime e poi si adorna di suoni che sono alla mercé del momento, scarni, randagi, di ferro e di istinto.

Nel disco troviamo anche un omaggio a De Gregori con “Il panorama di Betlemme” e poi due scritture di Rainier Maria Rilke e Paolo Dattola.

Vi consigliamo l’ascolto fatto con dettaglio e concentrazione per cogliere al meglio ogni frammento e ogni finitura di questo suono.

 

Ci colpisce la semplicità di questo disco. Come si arriva a concepire un suono e un disco così “scarno” di produzione?

Mi fa piacere che colpisca la semplicità del mio lavoro, vuol dire che ho raggiunto lo scopo.

A spingermi in questa direzione è stata la voglia di non appoggiarmi alla comodità di una produzione industriale e digitale, volevo qualcosa di semplice che restituisse calore e verità, la scelta dello studio analogico e della presa diretta rispondeva a questa esigenza e la mia posizione privilegiata di artista che non deve mediare con produttori o case discografiche mi ha consentito di muovermi in massima libertà.

Gli arrangiamenti di Stiv Cantarelli apparentemente scarni in realtà sono congeniali a tutto il progetto, poche note ma al posto giusto ed in più la possibilità di riprodurre e restituire l’atmosfera del disco dal vivo anche solo con voce e chitarra, abbiamo lavorato di sottrazione per mettere a nudo la canzone.

 

Secondo te è un passaggio per comprendere meglio il futuro artistico o è un arrivo a cui ambivi da tempo?

Durante il concepimento e la lavorazione del disco ho sempre pensato che finalmente stavo facendo qualcosa a cui da tempo ambivo, oggi potrei rispondere che certamente questo è stato un passaggio che mi ha fornito nuovi stimoli e domani chissà, le idee grazie al cielo si nutrono di esperienze.

 

“L’Attesa” è un titolo che chiama a se domande inevitabili: di cosa? Di chi? 

Prima di tutto ho atteso la necessità di dover dire qualcosa, l’ispirazione e qualcuno che potesse restituire l’idea di suono che avevo in testa, poi mi sento sempre in attesa, credo si tratti di uno stato d’animo che mi fa guardare al futuro sempre con curiosità, nel bene o nel male qualcosa accadrà sempre e bisogna farsi trovare pronti.

Poi il caso a voluto che dopo l’uscita del disco si siano compiute delle attese davvero incredibili…

 

Una domanda filosofica: l’attesa che genera ansie ed emozioni, fantasie e preoccupazioni…insomma è l’attesa ad ispirare la scrittura?

Come dicevo prima per me è uno stato molto stimolante ma credo non sia l’unica componente che ispirare la scrittura, la letteratura, il cinema, l’arte in generale e gli incontri con le persone per me sono fondamentali.

 

E infine: dentro il disco anche tre incursioni letterarie. Un omaggio a De Gregori, alla poesia di Rilke e a quella di Paolo Dattola. Se ti chiedessi il perché di queste scelte?

De Gregori è sempre stato un riferimento importante ma non avevo mai pensato ad un omaggio, in realtà “Il Panorama di Betlemme” l’ho sempre suonato a modo mio e così volevo restituirlo, è arrivato in un momento per me umanamente molto difficile ed è stato in qualche modo terapeutico.

A Rilke ci sono arrivato grazie al mio amico Rocco Sestito, che purtroppo è venuto a mancare qualche mese fa, con cui abbiamo musicato quella straordinaria poesia che è “Giorno d’autunno”, a ripensarci adesso sono molto contento di aver fermato questo brano su disco, mi fa sentire Rocco sempre vicino.

Paolo Dattola è un vecchio amico, professore di inglese, con il pallino della poesia, molti anni fa mi fece leggere “Evisioni” e mentre leggevo sentivo nella mia testa una melodia, il giorno dopo gli feci sentire la canzone e lui ne fu entusiasta, mi sembrava giusto pubblicarla dopo tanto tempo ed anzi nei prossimi giorni uscirà anche un video di questo pezzo.

Link utiliFrancesco Garito

Blackbird

Fondatore del blog, insieme a DevilA. Le sue origini sono, tutt'ora, un mistero (potete riconoscerlo per la sua pessima grammatica italiana)

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