[INTERVISTA] Luca Bash, il nuovo disco del cantautore indie

Si definisce cantautore indie Luca Bash che torna in scena con un bellissimo disco di pop d’autore raffinato e colto. La provocazione indie – almeno così l’abbiamo colta noi – ci sembra assai interessante visto il periodo e poi anche il mood con cui ci presenta questo “Oltre le quinte”.

Gioca molto bene con le parole Bash, con i significa, con i suoni e soprattutto con la verità che sta appunto “oltre le quinte” e non solo “dietro”.
Così questo disco che si tinge spesso di elettronica ma anche di quel bellissimo suono “anni ’80” e penso che la bellissima “Come il sole” rappresenti tutto il quadro con estrema precisione.

Il suono di sax poi è il vero gioco di prestigio di questo brano.
Insomma un ascolto che ci piace e ci piace condividere.

 

Il nuovo disco di Luca Bash. Che disco è…che disco sarà…e che disco diventerà?

È un disco puro, fatto solo da chi l’ha suonato.

Sarà una milestone nella mia discografia, poiché completa un progetto fatto nel 2013, quando miracolosamente sono tornato da un coma di 5 giorni con la schiena ancora funzionante.
Lì mi resi conto che non potevo non pubblicare quello che scrivevo.
Dal 2013 questa è la sesta produzione. E quello che diventerà… Non lo so, non mi interessa…
Basta che recupero qualcosina così faccio il prossimo che è già pronto.

 

Dando un occhio alla genesi di questo disco mi viene da chiederti: ti manca un poco quella dimensione di band?

La dimensione di band manca a tutta la musica, in particolare a quella italiana. Non c’è più sviluppo, idee, quella forgia che era la “Sala Prove”.

Si guarda a ciò che vende, vista l’erosione dei profitti con l’epoca dell’MP3, e lo spettacolo prevale sull’arte.
Molti lavorano da soli al computer, commissionati, con l’obiettivo di raggiungere un target prefissato o un mood prestabilito.

Quanto a me, beh, a me manca parecchio, specie i live.  Volevo ricostruire una band qua a Torino, ma ho preferito farlo così. Mi piace troppo come suonano i miei vecchi amici.
Purtroppo, per fare un concerto con loro, mi sto trasformando in un’agenza viaggi. Credo sarà a Novembre, spero Milano e Roma.

 

Un pop leggero che si mescola con l’anima e le sue private emozioni. Ci sono trame e significati anche delicati dentro questo disco che comunque hai raccontato con molta semplicità. È stato un processo difficile?

Sì. Non per raccontare qualcosa di difficile in maniera semplice. Quello ti risulta facile nel momento che il pensiero è maturo.

Il difficile è esprimere un argomento complesso nella metrica di un testo.
Infatti, se si nota, non riesco mai a scrivere una canzone dove una frase viene ripetuta 20 volte. I miei sono testi dinamici, dove in genere la fine realizza la tensione dei versi.
Non sono testi descrittivi e si, il processo, specie in italiano in cui hai meno parole a disposizione, è molto complesso.

 

Quanto pesa oggi un disco nella scena di questo mestiere? Non puoi farne a meno come recita il tuo comunicato stampa… Ma in fondo se ne può fare a meno?

Permettimi di correggere una tua parola. Non è un mestiere e non può esserlo.

Oggi una buona definizione di mestiere è ciò che ti permette di pagarti un mutuo. E la musica al mio livello non può.
È un hobby, e come tale richiede solo tempo e passione. Purtroppo è un hobby che richiede anche una diffusione, seppur minima.
Questo costa.

Il budget non è il caso di dirlo, ma se i video, il montaggio, il sito e il resto li ho fatti io, è per ridurre i costi.
Sì, se ne può fare a meno… E poi?

Negare di fare ciò che desideri è solo metterti da solo un paio di manette e poi lamentarti che qualcuno ti ha incatenato. In quest’ottica, no.

Non se ne può fare a meno.

duraniano

Link utili: Luca Bash

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