RECENSIONE: Noam Bleen – Noam Bleen EP

noam-bleen-noam-bleen-2016-500x500L’EP d’esordio del trio sardo Noam Bleen costruisce le sue fondamenta sulla linea sottile che demarca il confine fra full-lenght ed extended play. Questa stessa ambiguità è facilmente riscontrabile in una proposta che trova altresì il proprio costrutto principale nel grunge e post grunge di fine anni novanta, ma si arricchisce di sfumature shoegaze che movimentano una proposta cruda e veritiera. Gli interlude di stampo ambient e riflessivo sono uno spunto interessate ma potevano essere meglio integrati fra le strutture dei brani. La rottura che si percepisce è netta e sicuramente poteva essere mitigata da scelte più accurate in fase di produzione. Purtroppo il recording relega le strutture ritmiche a ruoli di contorno, pregiudicando la percezione, che sarebbe assolutamente necessaria, delle costruzioni armoniche di base.

I Noam Bleen lasciano intravedere un potenziale importante e regalano al mondo un alt-rock ibrido, sincero e trascinante. Una band su cui puntare senza ombra di dubbio che vincola il proprio percorso di crescita ad un innalzamento del livello delle proprie produzioni.

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Voto:  7 Stars (7 / 10)

Tracklist:

  1. Underplay
  2. Placebo Button
  3. Vent Your Spleen
  4. Solivagant
  5. Specious Present
  6. Star’s End
  7. At Dawn

 

Parsti

Dopo diverse collaborazioni ed esperienze su altri blog e web radio è finalmente diventato un Interstellare, nonché uno dei punti forti del blog. Perseguitato da una psicosi costante per le anguille ( in quanto connubio errato di serpenti e pesci) e da una misantropia senza se e senza ma, ci delizia intervistando le band più improbabili (una sorta di Andrea Diprè della musica) e consigliando gli album ed i film più depressivi che l’umana stirpe abbia mai generato...

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