RECENSIONE: Andromaca – Aves Spicere

andromacaIl debutto dei capitolini Andromaca stupisce sicuramente per spirito d’iniziativa. La stesso spirito profuso in un titolo che può essere interpretato come un monito al prestare attenzione. Osservare quello che circonda, provare a capire quello che il mondo, od un microcosmo come “Aves Spicere“, vuole comunicarci.

La proposta, strumentale in tutti i suoi episodi, dal punto di vista musicale sembra derivare da quella macro-area più vicina ai Rush, piuttosto che a regioni limitrofe ad un progressive più emozionale, di pancia. Tutto è calcolato e tagliente. Il basso perfora costantemente il mix scandendo i tempi come un orologio atomico, preciso e spietato. La sezione ritmica lavora bene nel complesso e dispensa costanti dosi di groove. Il il duo del comparto chitarristico funziona, riesce a scrivere equazioni che possono convivere, manca tuttavia di un sound, dal punto di vista del recording, realmente convincente. I campionamenti sono relegati ad un ruolo di contorno ma quando vengono chiamati in causa riescono, come nessun altro elemento, a smuovere ed arricchire le caratteristiche essenziali del disco.

Ecco forse è proprio questo che manca ad “Aves Spicere“. Un’ambientazione costante nel tempo, non marginale. Uno spazio di più ampio respiro entro cui scandire la propria vena sincopata. Manca una componente emozionale realmente visibile e condivisibile con l’ascoltatore. Anche negli episodi più sperimentali gli Andromaca restano eccessivamente accademici, dosati.

Un disco consigliato agli amanti del genere. Una band che, una volta completato il proprio percorso di introspezione, potrà fare un salto di qualità importante.

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Voto6.5 Stars (6.5 / 10)
Tracklist:

  1. Kommos
  2. _TEXNH
  3. Necromanteion
  4. Indra’s Alarm (Per Diem)
  5. Busy doing nothing/Anamnesis

Parsti

Dopo diverse collaborazioni ed esperienze su altri blog e web radio è finalmente diventato un Interstellare, nonché uno dei punti forti del blog. Perseguitato da una psicosi costante per le anguille ( in quanto connubio errato di serpenti e pesci) e da una misantropia senza se e senza ma, ci delizia intervistando le band più improbabili (una sorta di Andrea Diprè della musica) e consigliando gli album ed i film più depressivi che l’umana stirpe abbia mai generato...

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