Film Del Giorno: Cry Baby

Dopo la morte dell’attore feticcio Divine, John Waters, padre del trash cinematografico, si dedica a produzioni un po’ più “seriose” cominciando proprio,nel 1990, con questo suo primo musical, Cry Baby. La storia è delle più classiche: a Baltimora, città di timorati di Dio, perbenisti e zoticoni, vive un ragazzo, Wade Walker, detto “Cry Baby” per via di una lacrima che ogni tanto riga il suo volto quando si emoziona,interpretato da un giovanissimo Johnny Depp, scapestrato e ribelle al quale piace correre in moto e far baccano.Vedendo la ragazzetta puritana di turno, Allison, se ne innamora perdutamente,cosa che succederà anche alla nostra eroina, distaccandosi così dalla setta moralista nella quale da sempre era costretta a cantare canzoncine sdolcinate da “ballo del mattone” e ad assistere a terrificanti show a cappella del suo pseudo-fidanzato e la sua combriccola di elegantoni (terrificante la scena del trenino formato da questi baldi giovanotti che si muovono a tempo di musica su di una marcetta terrificante con espressioni di folle divertimento per la “ragazzata che stanno facendo”) con tutti i travagli che ne conseguono. Il film è una visione in chiave parodistica di classici del genere come “Grease”, che non perde di vista quel sapore trash tipico di Waters agli esordi (ad esempio nei personaggi sgangherati della famiglia e della combriccola di Cry Baby) che comunque sa colorare l’atmosfera con musiche decisamente scatenate con il puro sapore del rock anni ’50, del blues e del country (bella la citazione al concerto di Johnny Cash e June Carter che potete vedere qui sotto dove i protagonisti del film sono vestiti uguali ai due personaggi),anche se le canzoni non sono effettivamente cantate dallo stesso Johnny che, come abbiamo visto in un articolo di tanto tempo fa, ha un’attitudine rock da non sottovalutare. Da non perdere se si è nostalgici di questi magici anni, tra brillantina,pupe e scazzottate

http://www.youtube.com/watch?v=So9ukd-VKdk

Lorenzo Nobili

Servovostro nasce in un ridente paesino di montagna dal numero imprecisato di abitanti che si aggira comunque sempre attorno ai 300 o poco meno (viste le ripetitive morti degli anziani villici); da qui il suo legame con la natura e al contempo la morte che gli fanno apprezzare svariati gruppi depressivi o dal sound folk medievale e spirituale. Non contento, si cimenta anche nell'ascolto di ogni genere che gli capiti a tiro dando principalmente la precedenza ai nomi delle band (una specie di collezionista di nomi particolari) anche se queste sono inascoltabili. Questo fa di lui il meno esperto del team perché si dimentica di ogni album che ascolta data la loro diversità e non fa altro che accumulare discografie che ancora non ha nemmeno auscultato o non sa di avere. Da evitare come la peste.

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