Album Del Giorno: Picchio Dal Pozzo – S/T

Una piccola perla proveniente dal belpaese agli sgoccioli degli anni settanta è questa opera d’esordio del trio ligure Picchio Dal Pozzo che, mentre altri gruppi come Osanna, Banco Del Mutuo Soccorso, Area e via dicendo tentavano un’italianizzazione del grande movimento progressive in atto in quegli anni oltre Manica con la splendida Scena Di Canterbury  (dove abbiamo i Soft Machine, I Genesis, I Caravan, gruppi dal sound etereo tendente al free jazz con arrangiamenti complessi e testi metafisici), mette invece in atto tutte le scelte stilistiche britanniche conosciute all’epoca, creando un album vivo, sradicato direttamente dalla cultura anglosassone e trapiantato nell’underground italiano dell’epoca a mo di vero e proprio baluardo dell’esperienza Canterburyana,accompagnati da diverse collaborazioni esterne di musicisti più o meno in voga (basti dire che il fratello del cantante è Vittorio De Scalzi dei New Trolls). Pochi raggiungono la maestria di questo gruppo nell’esprimersi con flauti traversi, con arpeggi rampanti e medievaleggianti assieme alle tastiere, con testi prontamente in italiano di ispirazione mistica e lisergica; ed in effetti il terzetto non ha mai avuto un grande successo, visti gli anni e anni di silenzio che scandivano le uscite delle loro uniche tre opere in studio. Mi sento di consigliare ovviamente questa produzione perché si tratta della loro prima prova ufficiale in studio, che stupisce e disorienta per quanto si discosti dalla scena italiana di quegli anni,con i suoi collettivi già affermati appieno che vanno ad insabbiare queste rare e piccole produzioni indipendenti.

Picchio Dal Pozzo – S/T (1976)

  1. Merta
  2. Coccomelastico
  3. Seppia
  4. Bofonchia
  5. Napier
  6. Lafloriculturaditschincin
  7. Labolla
  8. Off

http://youtu.be/TC_CByzX8FI

 

Lorenzo Nobili

Servovostro nasce in un ridente paesino di montagna dal numero imprecisato di abitanti che si aggira comunque sempre attorno ai 300 o poco meno (viste le ripetitive morti degli anziani villici); da qui il suo legame con la natura e al contempo la morte che gli fanno apprezzare svariati gruppi depressivi o dal sound folk medievale e spirituale. Non contento, si cimenta anche nell'ascolto di ogni genere che gli capiti a tiro dando principalmente la precedenza ai nomi delle band (una specie di collezionista di nomi particolari) anche se queste sono inascoltabili. Questo fa di lui il meno esperto del team perché si dimentica di ogni album che ascolta data la loro diversità e non fa altro che accumulare discografie che ancora non ha nemmeno auscultato o non sa di avere. Da evitare come la peste.

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