Album Del Giorno: The Pains Of Being Pure At Heart – S/T

Il primo lavoro di questa indie band di New York, che porta il loro stesso nome, è un puro esempio di semplicità: un rockettino debosciato e senza pretese, da festa del liceo, con il cantante dalla voce acuta e le loro chitarre distorte per dare una parvenza di noise che, in fondo in fondo, si rivela solo una copertura per riff accurati e precisi come è per l’intero album. C’è però da dire che non è un ascolto che dispiace, ti tira su il morale e nelle giornate soleggiate e tiepide come quella di oggi è un vero e proprio toccasana. Immagino non sia questo l’obiettivo della band, che magari se la tira come tutti gli indie snob e pensa di essere portatrice di chissà quale novità; no,ragazzi miei, non portate nessuna novità con i vostri arrangiamenti e il vostro cantato che è solo una copia più distorta e modernizzata di quelli che erano i Feelies (e quella si che era una band che ha portato l’innovazione facendo evolvere il post-punk in un college rock coi controcoglioni), ma io vi voglio comunque dare uno spazietto per farvi conoscere ai nostri seguaci, che magari hanno bisogno di un albumetto semplice e diretto come questo vostro primo lavoro per far passare il doposbornia di ieri sera. Un revival delle sonorità di fine anni settanta insomma, che scorre veloce e preciso senza sbavature di alcun tipo, ascoltatelo e tornate in carreggiata che domani è lunedì e si riparte.

The Pains Of Being Pure At Heart – S/T (2009)

  1. Contender
  2. Come Saturday
  3. Young Adult Friction
  4. This Love Is Fucking Right!
  5. The Tenure Itch
  6. Stay Alive
  7. Everything With You
  8. A Teenager In Love
  9. Hey Paul
  10. Gentle Sons

Lorenzo Nobili

Servovostro nasce in un ridente paesino di montagna dal numero imprecisato di abitanti che si aggira comunque sempre attorno ai 300 o poco meno (viste le ripetitive morti degli anziani villici); da qui il suo legame con la natura e al contempo la morte che gli fanno apprezzare svariati gruppi depressivi o dal sound folk medievale e spirituale. Non contento, si cimenta anche nell'ascolto di ogni genere che gli capiti a tiro dando principalmente la precedenza ai nomi delle band (una specie di collezionista di nomi particolari) anche se queste sono inascoltabili. Questo fa di lui il meno esperto del team perché si dimentica di ogni album che ascolta data la loro diversità e non fa altro che accumulare discografie che ancora non ha nemmeno auscultato o non sa di avere. Da evitare come la peste.

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5 Responses

  1. DevilA scrive:

    “debosciato e senza pretese” ..questi trampò ci querelano haha

  2. Servovostro scrive:

    brutti snobboni

    • Blackbird scrive:

      hahahahha dai le canzoni sono piacevoli da sentire; tipo quando hai voglia di sentire qualcosa di non impegnativo

      • Servovostro scrive:

        Sisi ma infatti è così,l’unica cosa che mi fa arrabbiare è che hanno milioni e milioni di seguaci solo perché fanno parte della scena indie pur facendo,e cito il grande richard benson, musica “da balera, da feste condominiali, da sagra dell’uva”

  1. 21 ottobre 2012

    [...] Add Comment · In Senza categoria Il 22 Aprile scorso il mio collega Servovostro descriveva questo gruppo di 4 ragazzi di New York [...]

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